In evidenza 

Candidato sindaco per il centrosinistra, in serata accordo su Federico Romeo, oggi consigliere regionale e presidente del Municipio Valpolcevera

Trentadue anni (ma al momento delle elezioni ne avrà compiuti trentatrè), impiegato presso la banca BPer, dal 2017 alla guida del parlamentino della vallata, consigliere regionale, nel corso della trattativa fortemente sostenuto da Claudio Burlando. Potrebbe essere proprio lui a rappresentare il centrosinistra alle elezioni comunali

Sarà una coalizione ampia quella del centrosinistra alle elezioni comunali, sempre che siano confermate le indiscrezioni dell’ultima ora. Proprio grazie all’intercessione dell’ex ministro ed ex presidente della Regione, grande vecchio del Pd, che da mesi orienta il processo decisionale con le sue opinioni espresse (non solo) attraverso la chat Vasta, includerà Italia Viva. Proprio nella chat il Gandalf del partito aveva scritto: «Bisogna essere inclusivi, anche questo lo abbiamo capito alle regionali». E ancora «La coalizione può essere larghissima, addirittura con esponenti civici che lasciano Bucci e Piciocchi». E qui si riferiva, probabilmente, al Gruppo di Progetto al Centro che include Arianna Viscogliosi, Stefano Costa e Paolo Gozzi. Viscogliosi è Iv (era fuoriuscita dalla maggioranza in una manovra di avvicinamento dei renziani al centrosinistra, abortita per l’entrata a gamba tesa del M5S), Gozzi era già stato Pd per poi entrare in polemica col sindaco Marco Doria, Stefano Costa è uscito sbattendo la porta e denunciando il “metodo Bucci” di repressione interna.
Sulla Chat Vasta, Burlando aveva detto espressamente di non voler far nomi, ma non è un segreto per nessuno che tirasse dall’inizio per Romeo nella triade dei possibili. Tanto che aveva sottolineato, sottolineando nella chat, alcune righe di un pezzo del Secolo in cui aveva detto che Armando Sanna (campione di preferenze alle regionali) «Non è gradito a M5S e Avs, così come Romeo» e «Terrile non piace ad Azione». È noto che tra Alessandro Terrile, ad di Ente Bacini, ex segretario del partito, ex capogruppo e consigliere comunale, e Cristina Lodi, punta di diamante di Carlo Calenda a Genova, non corra buon sangue da quando, a capo della maggioranza del gruppo Pd nonostante facesse parte della minoranza del partito, l’aveva sollevata dal ruolo di capogruppo a Tursi. Ora si apre per lei la possibilità di trattare per ottenere l’assessorato ai Servizi sociali o alla Scuola in caso di vittoria del centrosinistra.

In tutti questi mesi c’è chi, goccia a goccia, ha avvelenato le acque dei pozzi contro Alessandro Terrile con sospetti e illazioni (con nessuna prova a conforto e nemmeno alcun indizio, è bene dirlo) rimbalzate malamente anche nella trasmissione Report dove l’ex segretario genovese Dem è stato inserito con metodi proditori e spicci proprio nella puntata in cui si è parlato di Toti e del “Liguria gate”. E questo perché ai tempi era stato nominato dall’Autorità Portuale su indicazione di Mauro Vianello, coinvolto nell’inchiesta. il segretario genovese del Partito, Simone D’Angelo, è addirittura dipendente, impiegato nella società Santa Barbara di proprietà di Vianello. Anche lui, è bene chiarirlo, non è stato coinvolto nell’inchiesta. Su di lui, però, non si sono scaricati i veleni che hanno messo in crisi la candidatura di Terrile. Gli strali del M5S e di Azione si sono concentrati su Terrile, che era era nella terna dei papabili il più gradito ad Avs, ma certo non particolarmente gradito a Italia Viva.

Armando Sanna è stato il più votato alle Regionali, eletto nella circoscrizione genovese del Pd. Ex sindaco di Sant’Olcese e già consigliere regionale e vicepresidente del consiglio regionale, ha ottenuto 8.041 preferenze: una valanga di voti divisi praticamente a metà tra Genova e la provincia, soprattutto i comuni dell’alta Valpolcevera e nell’omonimo Municipio, dove se li era divisi proprio con Romeo e solo in minima parte con Lodi, che in questo scontro di titani delle preferenze era rimasta schiacciata prendendo meno voti del solito e di sicuro meno di quanti se ne aspettava, anche per la compressione dovuta alla fuoriuscita dal Pd e all’ingresso in un partito con meno seguito di quello da sempre (anche negli ultimi quasi 8 anni “bucciani”) maggioritario a Genova. Sanna, in questi giorni, aveva anche attivato sponsorizzate sui social.

La zeppa messa dai 5 Stelle a Terrile e a Sanna e le inevitabili lunghe trattative per ricostruire il campo largo demolito alle regionali proprio dai pentastellati ha fatto sì che, alla fine prevalesse Romeo, molto amato nella Valpolcevera, strenuo oppositore di Marco Bucci e del centrodestra, sostenuto anche dal presidente storico e assessore comunale Gianni Crivello che proprio ieri, dopo le dimissioni di Alberto Pandolfo (che ha sostituito, da primo dei non eletti, Andrea Orlando alla Camera) è rientrato in Consiglio comunale dopo due anni e mezzo. Crivello non resterà nel Pd (nelle cui liste era inserito come indipendente), ma si sposterà nel gruppo misto. Romeo è sostenuto anche dall’ex sindaca Marta Vincenzi che, come è noto, non è storicamente in asse con Burlando.

Claudio Burlando aveva scritto nella chat Vasta che «Bisogna scegliere presto» (e questo non è avvenuto proprio per i veleni che hanno contraddistinto le trattative per la scelta), «scegliere a Genova» che «occorre una persona giovane che incarni un nuovo ciclo», che «bisogna essere inclusivi» tanto che «per ognuno dei potenziali candidati va valutata la potenzialità elettorale e naturalmente la capacità di rappresentare al meglio una coalizione inclusiva». Aggiungendo anche bisogna partire dai Municipi, dal territorio, che è il vero vulnus del centrodestra. Quasi tutti i criteri sarebbero rispettati con la scelta di Romeo. Resta da vedere se anche il M5S esprimerà gradimento.

Secondo i bene informati, la scelta sarebbe stata fatta ieri sera, con un’intesa tra Burlando, Orlando e Simone D’Angelo, in questa partita non particolarmente efficace ed incisivo nel difendere quella che era la prima scelta della maggioranza del partito a Genova, Alessandro Terrile. I vertici romani del partito, poco attivi nel processo decisionale e si dice persino scarsamente informati dello scenario genovese, a un certo punto, per scongiurare la manfrina che ha portato alla sconfitta di misura alle Regionali, avevano puntato su Luca Pastorino, nome gradito ai Pentastellati, capace di sconfiggere la destra nel suo territorio, il levante genovese (dove aveva battuto alle elezioni politiche il candidato del centrodestra, Sandro Biasotti). Poi la candidatura era tramontata. Orlando aveva detto ieri, smentendo le voci che lo volevano lui stesso candidato, «il mio compito non è quello di scegliere il candidato ma di aiutare a superare le difficoltà e a questo punto, se è necessario, cercherò di dare una mano». Alla fine avrebbe avuto una parte determinante nell’accordo con Burlando: il grande vecchio, uomo capace di solida strategia politica che ha utilizzato tutta nelle manovre di avvicinamento alla candidatura, alla fine, l’avrebbe spuntata.

Si attende ora l’annuncio ufficiale della candidatura per capire se le indiscrezioni dell’ultima ora saranno confermate e se Roma recepirà le scelte genovesi.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts